Da gioco a Sport, il Golf nel terzo millennio.
01 June 2016
Come le nuove tecnologie stanno cambiando il golf, analisi tridimensionale dello swing, biomeccanica e utilizzo dei radar nello studio e nell'insegnamento del golf. Nella foto i partecipanti all'ultimo seminario all'Olgiata, sull'uso del Trackman.

Gli ultimi 10 anni hanno visto una incredibile crescita delle nuove tecnologie dedicate allo studio del movimento di golf. Tra tutte queste la più clamorosa è stata l’applicazione al golf dei launch monitors (Trackman e Flightscope i radar più conosciuti) perchè questi hanno permesso di riscrivere le leggi del volo della palla che mai erano state messe in discussione. In precedenza si era sempre creduto, ed insegnato, che la palla partisse seguendo la traiettoria della faccia del bastone e curvasse in base alla angolazione della faccia. Ora si è potuto misurare che accade proprio l’inverso: la direzione iniziale della palla è largamente influenzata dalla angolazione della faccia del bastone (per il driver 85%,per un ferro 6 al 75%), e gira invece a seconda della traiettoria di questa. Non solo. Grazie a questi strumenti molto sofisticati e purtroppo molto costosi,si possono misurare moltissimi dati che a occhio nudo è molto difficile stimare (per esempio l’angolo di attacco o il  loft dinamico del bastone). Innumerevoli sono i vantaggi  nell’usare queste tecnologie: dal controllare se un cambiamento, un esercizio, una sensazione veramente funzionano (cambiando quindi il volo della palla) all’allenarsi a fare traiettorie diverse, al fitting (quali sono i bastoni che mi “rendono” di più). La K-vest invece è una tecnologia che studia la biomeccanica e che permette di vedere l’efficacia della sequenza cinetica del giocatore. Il golfista indossa un corpetto, una cintura e un sensore sul guanto. Il software fa vedere mentre il giocatore tira il colpo in che modo spalle, fianchi e braccio sinistro si muovono, con quale velocità angolare, con quale inclinazione e in che sequenza. La K-vest è anche molto utile per allenarsi fisicamente in palestra, poiché si possono impostare degli intervalli “accettabili” nei movimenti e attraverso il feedback visivo o sonoro correggersi. Ultimamente sono anche molto usate delle pedane di pressione che permettono di vedere l’appoggio del giocatore sul terreno all’address e lo spostamento del centro di pressione durante lo swing. Il software, legato a una ripresa video simultanea, controlla nelle fasi dello swing quello che succede alla pressione esercitata dal giocatore sul terreno e lo mette anche a confronto a video e diagrammi di giocatori del tour. Tutti questi macchinari sono di molto aiuto nella ricerca dell’eccellenza ma non vogliono o possono sostituirsi ad un bravo maestro: sta a lui infatti interpretare i dati e vedere  cosa succede alla palla. Sta a lui decidere come e dove intervenire nello swing dell’allievo. Permettono però di radiografare anche una situazione di eccellenza (in questo momento swingo molto bene, fammi vedere perché ) e di tenerla come riferimento per momenti magari meno felici.


Categoria:
Tecnica
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