Il Controllo del Feltro
03 May 2016
Un nuovo appuntamento con le informazioni del Green Keeper Vanni Rastrelli per una corretta ed efficace manutenzione dei Green. 
Può capitare in certi periodi dell'anno di camminare su green così soffici da lasciare alle proprie spalle le impronte delle scarpe chiodate che interferiscono poi sui colpi dei giocatori successivi che si vedono deviare un putt diretto in buca. Quando sul terreno l'accumulo di residui di erba tagliata e radici morte è maggiore della velocità con la quale queste vengono decomposte dai microorganismi si viene a formare il “feltro”ovvero uno strato morbido di sostanza organica ancora non decomposta. La presenza di questo strato interferisce con gli scambi idrici e gassosi tra terreno e atmosfera, indebolendo il tappeto erboso che tende a diradarsi, risultando più suscettibile agli stress termici e agli attacchi di patogeni fungini ed insetti. Il feltro come una spugna trattiene acqua ed elementi nutritivi, quindi l'apparato radicale dell'erba si sviluppa in questo strato invece che nel terreno provocando una sorta di galleggiamento del tappeto erboso. Il logorio causato dal passaggio dei giocatori risulterà maggiore, inoltre gli elementi di taglio dei macchinari tendono ad affondare in uno strato così morbido provocando lo “scalping” ovvero un eccessiva asportazione di vegetazione con conseguente ingiallimento dell'erba. Premesso che un piano di concimazione costante e bilanciato che eviti un eccessivo accrescimento dell'erba è fondamentale, ci sono tecniche di manutenzione che consentono di prevenire la formazione del feltro. Innanzitutto sui green manteniamo sempre un elevata frequenza di taglio, montando sui macchinari appositi cestelli raccogli erba per ridurre l'accumulo di residui organici. Sono poi fondamentali le operazioni di arieggiamento del terreno in profondità come la carotatura, che effettuiamo tutti gli anni a inizio stagione. Infine i“verticutting” che consistono nell'asportazione meccanica dell'eventuale accumulo di sostanza organica attraverso lame verticali rotanti che incidono il tappeto erboso perpendicolarmente alla superficie affondando nel feltro e sfiorando il terreno. Dopo queste operazioni eseguiamo sempre un “top-dressing” stendendo un velo di sabbia che risulta fondamentale per la scorrevolezza della pallina e per ristabilire il contatto tra erba e terreno. Con queste operazioni ripristiniamo cosi gli scambi idrici e gassosi tra terreno e atmosfera, stimolando lo sviluppo delle radici nel terreno e l’attività i microorganismi decompositori della sostanza organica.
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