C'è vino e vino
27 giugno 2016
L'ultimo appuntamento con le serate de "Il Venerdì dell'Ugolino"  ha avuto come protagonista il Dott. Niccolò D'Aflitto figura storica dell'enolologia italiana.
Alla riunione conviviale del 17 Giugno scorso, nell’ambito del programma “I venerdì dell’Ugolino”, il Circolo ha avuto l’onore di ricevere il Dott. Niccolò D’Afflitto, figura storica dell’enologia italiana e toscana in particolare, che ha intrattenuto i soci presenti sul tema “C’è vino e vino”, una ricerca creativa del prodotto vino che ha avuto grande interesse e attentissima partecipazione da parte dei convenuti. Il Dott. D’Afflitto ha ripercorso con dovizia di particolari e notazioni “vinicole” la propria storia umana e professionale partendo dal proprio “innamoramento” per il tema che ha poi costituito il filo conduttore di tutta la sua vita di specialista e anche di produttore,  obbligandolo, all’epoca, addirittura all’espatrio in Francia mancando ancora in Italia una facoltà di agraria specialistica nel settore di interesse. Il che, già di per sé, la dice lunga sulla “arretratezza”, all’epoca, del settore vinicolo in Italia, limitato alla produzione convenzionale del c.d. “vino del contadino”, tema specifico introdotto e approfondito su domanda di un socio. Molto interessante il richiamo al deficit strutturale dei trasporti che limitò all’origine la commercializzazione del prodotto vino italiano rispetto a quello francese, così favorevolmente vicino ai mercati che un tempo, costituivano lo sbocco del prodotto. Altro tema interessante e dibattuto con i soci presenti interessati ad orientarsi sulle “mode” diffusesi nel settore: vino biologico, biodinamico, naturale, “libero”? Il Dott. D’Afflitto ha preferito orientarsi sulla definizione di vino “naturale”, peraltro con limitazione di solfiti e concimi organici sostituiti da preparati naturali. Il relatore, con grande interesse e partecipazione dei soci, ha illustrato infine con dovizia di particolari, una sua “passione” di agronomo: una collezione di varietà di pomodori che occupa circa un ettaro della fattoria di Castel Ruggero (Comune di Bagno a Ripoli) ove ne coltiva ben 500 varietà. Per allietare il viaggio sensoriale dei presenti, tra profumi e sapori della tavola, è stato possibile degustare un Chianti Classico della Fattoria di Nipozzano di proprietà della storica famiglia di produttori Marchesi Frescobaldi e un Chianti Classico prodotto dal relatore nella pure storica Fattoria di Castel Ruggero, dislocata a circa 15 km dal centro di Firenze.
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