LE BUCHE

Guardando lo score sembrerebbe a prima vista un percorso facile considerando la sua lunghezza di "soltanto" 5.676 metri.
Purtroppo però le difficoltà di un campo da golf non sono soltanto i metri. L' Ugolino è un campo naturale disegnato e costruito nel 1933 sulle ondulate colline del Chianti e sfrutta, nel migliore dei modi, le caratteristiche naturali del luogo: cipressi, olivi, pendenze che seguono il meraviglioso paesaggio, green piccoli spesso ben difesi.
Sono questi gli ostacoli che il golfista deve affrontare su un percorso che appartiene alla storia del golf italiano e che mette a dura prova ogni tipo di giocatore.
Non e' un caso poi che all'Ugolino si siano formati tanti forti golfisti e che quindi il percorso sia un divertente ma impegnativo test per giocatori che devono ricercare più la precisione che la potenza.
Le prime tre buche sono tutti par 4 con delicati colpi al green che possono anche fare segnare dei birdies, ma che nascondono sempre insidie in caso di cattiva precisione. Dalla 4 si inizia a dover colpire la palla per arrivare di volo in green sia a questa buca che alla successiva. La 6 e' il primo par 5 che richiede un misto di lunghezza e precisione per non trovare dei problemi con i tanti alberi disseminati ai lati della pista.
Alla 9, altro par 5, i pericoli sono su entrambi i lati del fairway e l'arrivo è su un difficile green rialzato e poco profondo.
L'inizio delle seconde nove buche è spettacolare con un par 3 che si affaccia su un bellissimo panorama. La 11 e la 12 sono buche abbastanza lunghe con difficili colpi al green e tanti fuori limite.
Dall'altra parte della via Chiantigiana cambia il disegno tecnico delle buche che diventano piu' pianeggianti è di maggiore lunghezza.
La 15 è una delle buche più insidiose del percorso a causa della difficile valutazione del colpo da giocare e di un green molto difeso e con forte pendenza verso destra. Le due buche finali sono molto delicate per motivi diversi: alla 17 la quercia in mezzo alla pista impone una scelta tattica su come affrontare la linea migliore, mentre alla 18 il dog-leg a destra ed il secondo colpo giocato in salita possono trarre in inganno. Un percorso delicato che deve essere affrontato sempre, in ogni colpo, con la massima attenzione e soprattutto con la massima prudenza.
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